Pera m 1326

Dal latino petra = pietra. Il toponimo deriva probabilmente
dal grande masso di frana, al quale è addossato l’albergo
Rizzi. Da Pera si domina un vasto panorama verso le Cima Undici
e Dodici (Vallacia), l’imbocco boscoso della Val San Nicolò
e l’ampia conca fino a Pozza e Meida. L’orizzonte
ed est è chiuso dagli scoscesi dirupi del Sass de Peredarfech
m. 2144.( Sasso delle pietre focaie). La vecchia chiesa di San
Lorenzo, caratterizzata dal ligneo ballatoio esterno per la cantoria,
è stata edificata all’inizio del 1600. Un tempo sede
comunale, è , oggi, frazione di Pozza, dal quale dista
circa un chilometro. Pera ha una sua precisa importanza storica,
sia dal punto di vista turistico, sia da quello alpinistico. Basti
pensare che all’albergo Rizzi, ha ospitato principi e re
e molte altre illustri personalità, come Enrico Fermi che
vi rimase un mese.
Ma questa ridente frazione di Pozza vanta pure una lunga storia
alpinistica: essendo patria di quel famoso Tita Piaz, detto il
“Diavolo delle Dolomiti”, che la gente, per le sue
straordinarie imprese, considerava, appunto imparentato col diavolo,
il paese vedeva ogni giorno arrivare celebri alpinisti che con
Tita intendevano parlare di roccia e di scalate. E più
volte vide arrivare Re Leopoldo, Re Alberto, notoriamente grandi
appassionati di montagna.
Pera, quindi, seppur semplicemente frazione, è ancor oggi
considerato paese importante e non v’è dubbio che
importante sia poiché come abbiamo visto, c’è
nato il turismo e il grande alpinismo.
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